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Ministero Interno: patenti di guida e contestazioni differite

  • Revoca della patente di guida per il venir meno dei requisiti morali – sentenza Corte Costituzionale.

Con nota del 3 Luglio u.s, la Direzione Centrale per la Polizia Stradale del Ministero dell’Interno ha informato i propri Compartimenti sulle conseguenze dovute alla Sentenza della Corte Costituzionale n.24 del 16 gennaio – 20 febbraio 2020, che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art.120, comma 2 del c.ds, nella parte in cui prevede che il Prefetto “provvede” anziché “può provvedere” alla revoca della patente di guida nei confronti dei soggetti sottoposti a misure di sicurezza personale.

A seguito di questa decisione, la revoca della patente decisa dal Prefetto non è più un atto dovuto ma è lasciata alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione che, in tal caso, dovrà motivarla. Le stesse conclusioni valgono – a maggior ragione – per chi, già sottoposto a misure di sicurezza personale, non lo sia più al momento dell’adozione del decreto prefettizio.

La revoca della patente continua ad essere un atto dovuto rispetto alle altre condizioni previste dall’art.120, comma 1 c.d.s: sottoposizione alle misure di prevenzione e ai divieti di cui agli articoli 75, comma 1, lettera a), e 75-bis, comma 1, lettera f) del D.P.R 309/1990 in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope; dichiarazione di delinquenza abituale, professionale o per tendenza.

Inoltre, tenuto conto che la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla revoca della patente, continuano ad essere atti dovuti gli eventuali dinieghi al rilascio del documento disciplinati nel citato comma 1, art.120 cds e, sotto il profilo procedurale, dal decreto interministeriale del 24.10.2011.

  • Contestazione differita artt.80 e 193 c.d.s

Con circolare del 3 Luglio u.s, il Ministero dell’Interno si è visto costretto a dare dei chiarimenti sulla contestazione immediata delle violazioni di cui agli artt. 80 (revisioni) e 193 (obbligo assicurazione RCauto) del cds, accertate con l’utilizzo di strumenti e dispositivi di rilevamento, vista l’ampia disomogeneità di comportamento a livello territoriale.

Nel rimandare gli interessati alla lettura della circolare ministeriale, in sintesi il Ministero ha stabilito quanto segue:

  • la mancanza della revisione e di assicurazione RCauto è sanzionabile in modalità differita con appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento, purché siano gestiti direttamente dagli organi di Polizia ed abbiano ottenuto l’omologazione o approvazione specifica per il rilevamento di queste infrazioni, da parte del MIT. In mancanza di omologazione o approvazione specifica, la contestazione differita è consentita solo alla presenza dell’operatore di Polizia e purché ricorrano le circostanze previste nell’art.201 c.d.s che permettono di derogare alla contestazione immediata, di cui l’accertatore dovrà darne conto nel verbale di contestazione. In questi casi, infatti, “l’utilizzo del dispositivo non omologato o approvato serve solo per segnalare la presenza di un veicolo che potrebbe non essere in regola con la revisione o con l’assicurazione. In tale situazione, perciò, l’apparecchio non accerta la violazione e costituisce un semplice “supporto” per la documentazione della violazione che è stata accertata direttamente dall’operatore di polizia stradale presente. Egli, infatti, deve attestare che il transito del veicolo e l’effettiva circolazione dello stesso sulla strada, è avvenuto in sua presenza, anche se attraverso il supporto strumentale dell’apparecchio.”
  • Quanto sopra vale anche per l’accertamento tramite dispositivi di rilevazione automatica della mancanza di copertura RCauto, eseguito mediante il confronto dei dati rilevati riguardo il luogo, il tempo e l’identificazione dei veicoli con quelli risultanti dall’elenco dei veicoli a motore non coperti dall’assicurazione obbligatoria (art.201, comma 1 bis, lett. g ter c.d.s). Anche in questo caso, l’accertamento in parola è eseguibile solo con apparecchiature appositamente omologate o approvate.
  • Sempre in materia di copertura RCauto, una particolare attenzione è stata dedicata all’accertamento da remoto eseguito a norma del comma 4 quater art. 193 c.d.s, tramite tutor, autovelox fissi e mobili e apparecchi che rilevano gli accessi non autorizzati nei centri storici, ZTL ecc… , gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale, raffrontando i dati relativi alle polizze emesse dalle imprese assicuratrici con quelli provenienti dai predetti dispositivi. Orbene, questi apparecchi possono impiegarsi per accertare da remoto la mancanza di copertura assicurativa, seppur limitatamente ai veicoli ripresi dalle telecamere in quanto circolavano in violazione delle norme per le quali il dispositivo stesso è stato omologato o approvato (es in occasione della violazione dei limiti di velocità, del divieto di accesso nella ZTL o di transito nelle corsie riservate, ecc..). In questi casi, qualora dal predetto raffronto emergessero delle irregolarità relativamente alla copertura RCauto, il proprietario o altro obbligato in solido sarà invitato a produrre il certificato di assicurazione ai sensi dell’art.180, comma 8 del c.d.s; se ciò non avviene, sarà contestata la violazione dell’art. 193 c.d.s.

Circolare Ministero Interno 3 luglio 2020

FONTE: FAI-CONFTRASPORTO